PERCORSO N. 8: SCALVINE

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Km. 0,000 Partenza imboccando il sottopassaggio della Ferrovia da Via U. Foscolo.

Km. 0,150 All'uscita del sottopassaggio prendere a Dx su asfalto.

Km. 0,600 A Sx per Via Industriale (seguire strada principale).

Km. 1,300 A Sx sempre su asfalto presso Cascina URBANA.

Km. 1,650 A Sx su strada sterrata appena prima della Cascina ANTONELLA

(VARIANTE: proseguendo dritti su asfalto si può raggiungere dopo circa 500 m il Tiro al Volo).

Km. 2,400 Seguire sempre la strada principale che piega a Sx e dopo 100 m a Dx. Continuare a seguire via principale, tralasciando stradelle laterali a Sx e a Dx. A Dx Cascina SCALVINE.

Scalvine : E' chiamata in tal modo la zona più propriamente detta delle Parti di Mattina, una plaga agricola suddivisa in particelle ed assegnata in godimento temporaneo ai capifamiglia, gli originari formanti la Vicinia dell'antico insediamento medievale ghedese. Altra ipotesi potrebbe essere la semplice spartizione in proprietà fra i capi delle famiglie ritenute originarie del luogo, le uniche a poter esercitare il privilegio di godere dei beni comunali per molti secoli, fino alle riforme napoleoniche ( vedere percorso N° 7).
Interessante la distribuzione regolare e precisa degli appezzamenti, studiata in un unico progetto con le Parti di Sera. I terreni delle Scalvine (dal cognome Scalvini = persone originarie della Val di Scalve) fino al secondo dopoguerra erano caratteristici perché quasi tutti circondati da siepi che li recingevano da ogni lato e ne celavano l'interno, ricco di alberi da frutto e vigneti, con tanta suggestione da farli apparire agli occhi dei bambini più che campi, giardini e frutteti incantati. Ben si addiceva qui il termine dialettale bresciano di cios riferito a campi chiusi, recintati.

Km. 3,750 Si gira a Sx su asfalto, attraversando il passaggio a livello.

Km. 3,850 In fondo alla discesa a Sx.

Km. 3,900 Santuario di San ROCCO. Prendere a Dx per Via Santuario.

Santuario di San Rocco : Detto anche della Fossetta. Caro alla gente di Ghedi verso il quale ha particolare devozione. Ricorda i morti della peste del 1630, le cui ossa furono qui radunate in una comune Fossetta. Edificato nel 1682, subito si sparse la fama di interventi miracolosi accaduti per intercessione di queste Anime. Divenne allora meta di numerosi pellegrinaggi provenienti anche da province lontane ed i devoti accorrevano con carretti e mezzi improvvisati per esprimere la loro fede e trovare conforto. Il luogo raccolto e ben tenuto invita ad una sosta di meditazione.
Era sede di una confraternita di Laici che si impegnavano a tener vivo il culto del Santo Patrono di Ghedi, San Rocco, protettore contro la peste e le malattie infettive.
Notevole l'intero complesso, di recente restaurato a cura del Comune e degli Amici di San Rocco con sensibilità e buon gusto.

Km. 4,450 Immissione a Sx in Via U. Foscolo.

Km 5,250 Arrivo al sottopassaggio della ferrovia. Fine del giro.