PERCORSO N. 6: SANT'ANTONIO DEL CAMPANELLO
Km 0,000 Partenza dal Monumento alla Resistenza in Via X Giornate, indirizzandosi lungo la Via Dritta.
Via Dritta : Antica strada, con ogni probabilità appartenente alla centuriazione romana, della quale poteva ben costituire il decumano massimo (= la strada principale in orizzontale). Nel 1617 è nominata come via retta.
Km 0,900 Transito presso allevamento di tacchini (sulla Dx).
Km 1,200 Transito presso un pozzo (sulla Dx).Si prosegue dritti lungo la Via Dritta.
Km 1,400 La strada diventa sterrata.
Km 1,900 Alla "forcella" prendere a Sx su stradella un po' dissestata.
Centuriazione : Ci troviamo in una plaga che gli antichi Romani sottoposero alla centuriazione. Si chiama in questo modo la suddivisione regolare e studiata di una vasta zona agricola in cento appezzamenti di terreno. Tale operazione veniva affidata agli esperti gromatici (= agrimensori, geometri ) allo scopo di assegnare i poderi così costituiti agli agricoltori, spesso soldati veterani pensionati, che con questa distribuzione venivano liquidati. I nuovi proprietari costruirono ville rustiche, con relativi corpi di fabbrica annessi per luso agricolo. Di queste ville si trovano spesso alcuni resti durante i lavori di aratura.
Km 2,500 Si raggiunge la Cascina PASOTELLA, dove si gira a Dx. Dopo pochi metri sulla destra è visibile, incorporata nella struttura della cascina, la facciata di una chiesetta. Proseguire lungo la stradina sterrata principale che dopo poco piega lievemente a Sx.
Cascina Pasotella : Nominata nel 1612 e
nel 1618 come Luogho della Pasotella, è fra le più antiche del paese. Collocata
in una plaga fertile e già centuriata al tempo di Roma ( I sec.a. Cr.- I sec. d. Cr.), i
suoi dintorni ci hanno restituito tracce di insediamenti relativi a ville rustiche che
presiedevano alla coltivazione. Anche la denominazione di questa cascina deriva dal
cognome: sappiamo che un certo Josef Pasotto battezzava il figlio Stefen il
1° agosto 1617, essendo padrino messer Gio: Antonio Casnigo.
Nel 1677 doveva appartenere alla nobile famiglia ghedese dei Manerba, alla Signora Nobilia
che la portò in dote al marito Ulisse Sala. Da questi la cascina passò alla figlia
Isabella che la lasciò per testamento ( 1735 ) ai nipoti, nobili Fenaroli. Separatisi in
due rami diversi, ne possedettero metà ciascuno ed una di queste passò, per matrimonio,
ai nobili Caprioli.
Chiesetta della Pasotella : Oratorio privato secentesco, forse costruito dai nobili Manerba; aveva un suo cappellano e serviva al culto dei numerosi fedeli che abitavano nelle cascine circostanti quando non era impresa agevole, soprattutto per donne, vecchi e bambini, raggiungere il paese per seguire le cerimonie religiose. Nel 1829 la chiesetta fu ceduta insieme con la metà cascina dei Fenaroli ( Pietro e Francesco) a due soci, Vincenzo Tagliaferri e Carlo Buffalo che nel 1835 la cedettero ad un certo Testori. Ne seguì una lunga vertenza relativa al legato di messe perpetue da celebrarsi in questa chiesa, messe che Nobilia Sala Manerba aveva vincolato al possesso della cascina con il suo testamento del 1677.
Km 3,000 Il nostro percorso prosegue dritto ma è doverosa una piccola DEVIAZIONE : prendendo a Dx sempre su strada sterrata, verso Cascina QUAINA, si raggiunge dopo poche decine di metri la caratteristica Santella isolata nei campi e dedicata a Sant'Antonio Abate, protettore degli animali e degli uomini dal fuoco omonimo (erpes zoster). Riprendere poi la strada appena lasciata.
Cascina Quaina : Deriva dallantico soprannome dei Giacomazzi, in un tempo in cui i cognomi erano ancora in formazione, potendo essere facilmente assunti, persi, cambiati con un nomignolo. Nel 1574 abbiamo notizie del matrimonio viduale [fra] Domenego de par [Pari] con Maria figliola quondam [=fu] magistro Nicolo quaina di Jacomaz. Lanno precedente la stessa Maria era chiaramente nominata come figlia di magistro Nicolo Jacomaz detto il guaina da Ghedo. Ancora nel 1620 nella nostra parrocchiale si celebra il matrimonio di un certo Francesco Jacomazzo detto il Guaina di Ghedi. Ma poco per volta, come accadeva in molti casi, il soprannome ebbe la prevalenza sul vecchio cognome, probabilmente per la necessità di distinguere una famiglia dai rami di altre omonime. Ed è così che arriviamo ad un altro Francesco Quaino, testimone ad un matrimonio del 1673. Una famiglia Quainiera presente in città nel 1588: la si potrebbe ipotizzare costruttrice della cascina, dalla quale allora deriverebbe il soprannome, poi divenuto cognome, dei Quaini ghedesi. La cascina, fra le più antiche del paese, ha un piccolo delizioso porticato con capitelli in stile tardo gotico (sec. XV ).
Km 3,150 Prendere a Dx, sempre su sterrato.
Km 3,700 Immettersi verso Sx, in direzione Cascina TRUSA.
Cascina Trusa : E contata fra le
più antiche del territorio. Probabilmente il nome deriva dal cognome dei fondatori, i
nobili bresciani Trussi o Truzzi, proprietari in Ghedi, che portavano nello scudo araldico
uno struzzo. Uno di questi signori nel 1529 fu protagonista di unorribile vicenda
che si ripercosse su tutta la famiglia: Benedetto q. Alessandro, q. Cristoforo Truzzi, a
32 anni, alla Breda Grande di Urago Mella uccise per gelosia tre fratelli e per tale
delitto, con macabro spettacolo, fu decapitato e squartato in piazza a Brescia. Un ramo di
questa famiglia, nella seconda metà 500, condivideva la proprietà del Castelletto
di Leno con i Manerba (forse loro parenti) pure possidenti a Ghedi. Nel 1625 il Signor
Pietro Trussi insieme con la Signora Justina Monta teneva a battesimo la figlia del Signor
Orazio Bergognino nella nostra chiesa parrocchiale. Ma non molto dopo, nel 1633, ne
risulta proprietario il Signor Pietro Gatti che ospita in casa propria al fenile della
Trusa, per il loro matrimonio, gli sposi Giulio Coffiti Mantuano e Dominica
vedova quondam (=fu) Gioseffo Lanfredi, probabilmente fedeli coloni dipendenti. Un
decennio dopo (1643) Catterina Gatta ved. q. Andrea Gatti (fratello di Pietro?) con suo
testamento lascia erede usufruttuario il cugino don Paolo Oneda vita natural durante, ma
la proprietà è legata allAltare del Crocifisso eretto nella parrocchiale di Ghedi,
perché con i frutti derivanti siano celebrate messe ed uffici funebri per lei ed il
proprio marito in perpetuo. Nel 1698, come molte proprietà di Enti perpetui (chiese,
conventi, confraternite, ecc.), per ordine del Governo della Serenissima Repubblica di
Venezia la Trusa è incamerata dalla Camera fiscale (= il Demanio), che la vende
allasta. Ecco la descrizione estratta da questi atti: Una possessione di piò 70
tavole 40 in circa composta da diverse pezze di terra di diversa sorte cioè alcune
arrative, prative, vidate, piantate, et adaquatorie, et altre non, e tanti quanti , è
tali quali sono, una Casa Fenile, portici, corte, et horto in tutto tra li suoi veri
confini, e con tutte le sue attioni, raggioni, et giurisdizioni, aderentie, et pertinenzie
situati nel tener della Terra di Ghedi in contrada detta la Trussa, con il quale è
chiamata anco la detta Possessione.
Non sappiamo se acquistata allasta fiscale, nel 1792 la Trusa appartiene a Giuseppe
Corbellini fu Giovanni e nel 1838 si parla della possessione Trusa delleredità
Corbellini, che era passata a Giovan Battista Pasini, quindi al figlio Carlo,
capitano, poi maggiore nel Corpo dei Regi Moschettieri a Roma. Ma altre ancora sono le
vicende di questa interessante cascina ghedese che andrebbero indagate.
Km 4,000 In prossimità della cascina si gira a Dx verso strada asfaltata.
Km 4,200 Ci si immette verso Dx su strada Bagnolo - Ghedi.
Km 4,800 Si gira a Sx costeggiando Cascina PALAZZINA.
Km 5,600 Appena prima dell'immissione sulla strada Ghedi - Brescia, in località ponte di Montirone, si prende a Dx per Via del Fico, subito sterrata.
Strada del Fico : Probabilmente da un albero che si distingueva per qualche motivo a noi sconosciuto . E fra le più suggestive per landamento tortuoso del percorso e per il verde nel quale è tuttora immersa. Primitiva via di comunicazione col paese vicino, è chiamata infatti strada del Fico o di Montirone in un documento del 1850. Sul medesimo Ponte si incrociava con quella che scendendo da Borgosatollo (e da Brescia), correva lungo tutto il confine con Montirone e che, dai pioppi cipressini che dovevano costeggiarla per lunghi tratti, era chiamata Strada delle Albere Pine (citata nel 1767; ne esiste ancora una breve traccia dal ponte alla ferrovia che linterrompe). Proprio sul Ponte, allora impervio per una strettissima curva che lo disegnava, si incrociavano queste tre strade. La strada del Fico arrivava a Ghedi attraverso via Curvane e la Porta di Porzano (1501), ove iniziavano la strada che conduceva a quel piccolo comune, ora frazione di Leno, e la via Dritta, proprio nel luogo ove ora sorge la Madonnina di Caravaggio (1759).
Km 6,600 Transito presso Cascina PORCELLAGA. Proseguire dritto.
Km 8,000 Subito dopo aver costeggiato la muraglia di Cascina S. MARIA si incrocia nuovamente la strada asfaltata Bagnolo - Ghedi, che va attraversata, procedendo dritti per Via Curvane.
Cascina Santa Maria : Già Convento francescano di Santa Maria delle Grazie dei frati minori dellOsservanza. Costruito fra il 1465 e il 1470 dal Comune di Ghedi, fu da questo affidato ai frati francescani che lo tennero fino alla soppressione napoleonica del 1797. Incamerato dal Governo, fu acquistato dal nobile Ottavio Mondella nel 1808. Gradatamente fu trasformato in casa colonica e spogliato di tutti gli arredi; le strutture claustrali, parte ella chiesa e i porticati furono abbattuti. Il capitano generale delle truppe venete Nicolò Orsini, conte di Pitigliano e di Nola (1452 1510) vi si era fatto costruire uno splendido monumento sepolcrale che, dopo la soppressione, fu donato al Museo Civico di Brescia.
Km 8,600 Ritorno al punto di partenza.