PERCORSO N. 5: SCOVOLA

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Km 0,000 Partenza dal Monumento alla Resistenza in Via X Giornate, indirizzandosi lungo la Via Dritta.

Via Dritta : Antica strada, con ogni probabilità, appartenente alla centuriazione romana, della quale poteva ben costituire il decumano massimo (= la strada principale in orizzontale). Nel 1617 è nominata come via retta.

Km 0,900 Transito presso allevamento di tacchini (sulla Dx).

Km 1,200 Transito presso un pozzo (sulla Dx).Si prosegue dritti lungo la Via Dritta.

Km 1,400 La strada diventa sterrata.

Km 1,900 Alla "forcella" prendere a Sx su stradella un po' dissestata.

Centuriazione : Ci troviamo in una plaga che gli antichi Romani sottoposero alla centuriazione. Si chiama in questo modo la suddivisione regolare e studiata in cento appezzamenti di terreno di una vasta zona agricola. Tale operazione veniva affidata agli esperti gromatici (= agrimensori, geometri ), allo scopo di assegnare i poderi così costituiti agli agricoltori, spesso soldati veterani pensionati, che con questa assegnazione venivano liquidati. I nuovi proprietari costruirono ville rustiche con relativi corpi di fabbrica annessi per l’uso agricolo. Di queste ville si trovano spesso i resti durante i lavori di aratura.

Km 2,500 Si raggiunge la Cascina PASOTELLA. Entrando pochi metri verso destra è visibile, incorporata nella struttura della cascina, la facciata di una chiesetta. Prendere invece a Sx.

Cascina Pasotella : Nominata nel 1612 e nel 1618 come Luogho della Pasotella, è fra le più antiche del paese. Collocata in una plaga fertile e già centuriata al tempo di Roma ( I sec.a. Cr.- I sec. d. Cr.), i suoi dintorni ci hanno restituito tracce di insediamenti relativi a ville rustiche che presiedevano alla coltivazione. Anche la denominazione di questa cascina deriva dal cognome: sappiamo che un certo Josef Pasotto battezzava il figlio Stefen il 1° agosto 1617, essendo padrino messer Gio: Antonio Casnigo.
Nel 1677 doveva appartenere alla nobile famiglia ghedese dei Manerba, alla Signora Nobilia, che la portò in dote al marito Ulisse Sala. Da questi la cascina passò alla figlia Isabella che la lasciò per testamento ( 1735 ) ai nipoti, nobili Fenaroli. Separatisi in due rami diversi, ne possedettero metà ciascuno ed una di queste passò, per matrimonio, ai nobili Caprioli.

Chiesetta della Pasotella : Oratorio privato secentesco, forse costruito dai nobili Manerba, aveva un suo cappellano e serviva al culto dei numerosi fedeli che abitavano nelle cascine circostanti quando non era impresa agevole, soprattutto per donne, vecchi e bambini, raggiungere il paese per seguire le cerimonie religiose. Nel 1829 la chiesetta fu ceduta insieme con la metà cascina dei Fenaroli ( Pietro e Francesco) a due soci, Vincenzo Tagliaferri e Carlo Buffalo che nel 1835 la cedettero ad un certo Testori. Ne seguì una lunga vertenza relativa al legato di messe perpetue da celebrarsi in questa chiesa, messe che Nobilia Sala Manerba aveva vincolato al possesso della cascina con il suo testamento del 1677.

Km 2,800 Ci si immette verso Dx su strada principale. In corrispondenza dell'incrocio si può osservare un bel fontanile utilizzato per l'allevamento di trote.

Km 3,500 Si prende a Sx su lungo rettilineo fiancheggiato da piante di noci.

Km 4,400 Ci si immette verso Dx su strada asfaltata e si costeggia il fontanile "Seriolazza".

Km 4,800 Si raggiunge la Scovola, caratteristica frazione del comune di Leno, abitata nel dopoguerra da oltre 500 persone, ora da non più di 30. Sono interessanti da osservare le scritte murali d'epoca fascista e del primo dopoguerra, nonché la tipica struttura di grande cascina lombarda moderna a conduzione autosufficente.

Cascina Scovola : Dal cognome Scopulo, Scogolo, Scovolo. Nel 1468 il notaio Antonio Scovolo roga alcuni atti: nel 1551 Francesco Scovoli è padrino in un battesimo; nel 1603 Carlo Scovolo contrae matrimonio con Madonna Bernardina del quondam Paolo Lanfredi. Nel 1618 lo stesso signore, ora chiamato Magnifico Signor Carlo Scogol Cittadino, fa da compadre a Tomaso figlio di Girardo Colmi da Ponte di Legno, habitante in Ghedi, suo probabile pastore.
Acquistata verso il 1884 dalla famiglia De Giuli proveniente da Morimondo nel milanese, divenne il centro di una grossa operazione di bonifica dei terreni asciutti e paludosi dei territori di Leno, Ghedi e Porzano, su una superficie di 378,55 ettari. Per quest'impresa i De Giuli ebbero molti riconoscimenti ufficiali, ma soprattutto il merito d’aver debellato la malaria che imperversava nella zona e di aver potenziato il reddito agricolo con livellazioni, meccanizzazione e colture nuove. Divenne un’azienda modello con una gran quantità di addetti, tanto da poterla considerare una frazione di Leno.

Reperti archeologici : In un campo chiamato Striaghe (dal latino Strigae , termine gromatico relativo alla centuriazione = strisce di terra da coltivare, campi) nel 1895 e nel 1897, durante lavori di canalizzazione, vennero alla luce numerosi bei reperti, oggi conservati nel Museo Civico di Brescia. Una necropoli restituì sette tombe ad incinerazione ( con i corpi dei defunti cremati ) dotate di corredi comprendenti monete, coltelli, un anello ed orecchini d’argento, oggetti in vetro e ceramica , un castone di pasta vitrea con la figura del sole. Tutto venne fatto risalire all’età augustea, fine del I secolo dopo Cristo.

Si ripercorre poi la stessa strada dell'andata fino all'allevamento di trote.

Km 7,000 All'allevamento ora si prosegue dritto, lasciando sulla Sx la strada percorsa nell'andata.

Km 7,300 Si transita accanto alla Cascina GAIFAMA (sulla Sx) proseguendo dritto su strada sempre asfaltata.

Cascina Gaifama : Verso la fine del 1400 il nobile Ottaviano Gaifami di Brescia possedeva in Ghedi un centinaio di piò, con una casa in piazza che, egli stesso, diceva ruinada e brusata. Era storpio, ma si era sposato due volte senza avere figli. Adottò allora un certo Luigi Meloni ( nato nel 1530), figlio quattordicenne del pittore Gio: Battista e lo nominò suo erede con l’obbligo di farsi chiamare de Gaifami , altrimenti non potesse essere suo erede. Lo stabile di Ghedi, al momento dell’eredità, tuttavia era stato venduto; ma i Gaifami , in condizioni non troppo floride, mantennero con il nostro paese alcuni legami: Luigi Meloni, ora Gaifami, ebbe diversi figli, ma solo Gio: Battista (n. nel 1559) ebbe Luigi (n. 1589) che è quell’Aloisio Gaifami che esercitava l’arte dello spetiale (=farmacista) in Ghedi nel 1627. Con questi la famiglia bresciana dei Gaifami si spense.

Km 8,700 Ci si immette verso Sx sulla provinciale Leno-Ghedi.

Km 9,000 Si gira a Sx per Via Pozze, poi Via Curtatone e Via Palestro. Si attraversa su sentierino il Parco del quartiere Ghedi 75 e,attraverso Via Custoza e Via X Giornate, si torna al Monumento alla Resistenza da cui si era partiti, dopo aver percorso circa 10 Km.