GIROGHEDI

Il percorso GIROGHEDI, come il nome lascia chiaramente intendere è circolare e percorre la periferia del territorio comunale, sconfinando talvolta nei comuni limitrofi per riuscire a chiudersi in modo compiuto. Pensando alla direttrice Ovest (strada per Leno), Sud (strada per Gandine), Est(strada per Montichiari) e Nord (strada per Castenedolo) il percorso risulta diviso in quattro spicchi che chiameremo:
Sud Est Km 9,400
Sud Ovest Km 10,500
Nord Est Km 15,100
Nord Ovest Km 11,800
Il tracciato è appunto descritto diviso in questi quattro settori i cui inizi sono facilmente raggiungibili seguendo le strade sopra citate o, meglio ancora, utilizzando porzioni di alcuni itinerari descritti in questo opuscolo. Potrà essere compiuto in una sola volta o in giornate distinte. Le note sono state rilevate percorrendo il tracciato in senso orario: è evidente che con un po' di attenzione sono utilizzabili anche per la percorrenza inversa.
SETTORE SUD-EST (da BELVEDERE a CARBONERE)
Km 0,000 Partenza in Località BELVEDERE (al termine della controstrada interna in direzione Montichiari). Si attraversa la Statale Lenese verso Sud poco prima della Cascina BELVEDERE SOPRA (la strada compie un'ansa).
Km 0,200 Al bivio a Sx su strada sterrata.
Km 0,400 Transito a cascinetta rosa ben ristrutturata.
Km 1,100 Al bivio si prosegue dritto.
Km 1,600 Al quadrivio si prende a Dx.
Km 2,300 Al successivo quadrivio, in prossimità di villetta, si prosegue dritto su strada che diviene asfaltata. Si prosegue superando il passaggio a livello.
Necropoli : Sulla destra , in un campo, nel 1989 si rinvenne una vastissima necropoli longobarda, della quale si studiò un centinaio di tombe. Il corredo ritrovato era prettamente militare (spade longobarde, coltelli di bronzo e ferro, placchette per cinture, fibbie). Tutta la zona delle cascine Santi è dinteresse archeologico.
Km 2,900 Si prosegue dritto, tralasciando a Dx strada per Ghedi.
Km 3,400 Si prosegue dritto, tralasciando a Sx strada per Viadana.
Allincrocio per Viadana si noti sulla sinistra la cascina Luogo del Principe, così chiamata dalla famiglia dei principi Gonzaga di Castiglione che ne furono proprietari fino al sec. XIX.
Sulla destra, le cascine Albarello e Albarellino i cui terreni ancor oggi testimoniano la presenza della centuriazione romana (campi bonificati e suddivisi regolarmente da strade e canali dirrigazione, ed assegnati ai soldati romani pensionati. I sec. a. C.- I/II sec. d. C.).
Km 4,100 Si prosegue dritto, tralasciando a Dx strada per Cascina
BALESTRE (la strada piega subito a Sx e poi a Dx in prossimità del cimitero di Malpaga).
Km 4,600 In centro a Malpaga si prende a Dx verso Ponterosso.
Malpaga : Da malus pagus , ossia cattivo paesello, forse perché insalubre per acquitrini.
Km 6,500 Transito in Località PONTEROSSO. Si attraversa la trafficata strada per Isorella, in direzione Gottolengo.
Km 8,200 Al bivio in Località CROCEVIA a Dx verso Leno.
Km 9,400 Si raggiunge la Cascina BERTELLIA ( CARBONERE ).
Carbonere : Cascina di proprietà comunale, almeno fino alla fine del 1700. Ne davano testimonianza, ancora alcuni anni fa, due stemmi in pietra del Comune di Ghedi piuttosto rustici, ma di datazione assai antica. Era detta anche Carbonara o Carbonera dallattività di preparazione della carbonella che veniva praticata, approfittando della presenza del vastissimo bosco di querce, sempre di proprietà comunale, qui esistente fino alla fine del sec. XVIII.
Prese il nome di Bertellia da una delle ultime famiglie proprietarie, i milanesi Bertelli. La si vede ora nella trasformazione ottocentesca della casa padronale. Era interessante lorganizzazione delle abitazioni destinate ai salariati, progettate in maniera standardizzata, ossia tutte rigorosamente allineate ed uguali, con gli stessi spazi e servizi minimi indispensabili.
FINE SETTORE
SETTORE SUD-OVEST (da CARBONERE a Curva della MORTE)
Km 0,000 Partenza Cascina BERTELLIA (CARBONERE) in direzione Leno.
Km 0,300 Si attraversa ilCanale Rodone, che proviene dalla Campagna Bassina di Ghedi. Sulla Sx sorgente del fontanile Fossadaccio. Si entra nel territorio di Leno.
Km 1,100 Transito presso Cascina POIANE (a Sx).
Km 2,300 Transito presso Cascina PLUDA (a Dx). Immediatamente dopo
prendere a Dx su strada sterrata.
Ruderi della chiesa di San Nazzaro: si trova sulla sinistra della strada ad alcune centinaia di metri. Già ricordata in una testimonianza di Diacono, monaco della chiesa di San Pietro in Leno e nella visita apostolica di San Carlo Borroneo nel 1580, fu alienata ai privati nel 1880 con delibera comunale. Officiata fino agli anni del dopoguerra, quando le campagne erano densamente popolate, poi lasciata in completa rovina, ora è cattivo esempio dincuria e di scarsa sensibilità.
Km 3,000 Immettersi verso Sx su strada sterrata proveniente da Cascina COLOMBERE.
Km 4,200 Prendere a Dx verso Cascina ALBAROTTO e seguire la strada principale che effettua varie curve.
Km 5,800 Ci si immette verso Sx su strada proveniente da Cascina COSTA, costeggiando il fosso S.Giovanna da un lato e la Seriolazza dall'altro. Si segue questa strada con fondo ora sterrato, ora asfaltato, superando ponte sulla S. Giovanna e dirigendosi verso Leno.
Km 6,500 In prossimità della caratteristica Santella, prendere a Dx, su strada asfaltata.
Santella di Leno : Graziosa chiesetta collocata proprio sul bivio e dedicata alla Beata Vergine di Caravaggio. E caratteristica per lamplissimo atrio con sedili a muro che invitano ad una sosta; è sicuro riparo per i viandanti.
Km 6,900 La strada diventa sterrata.
Km 7,900 Poche decine di metri prima di raggiungere la Superstrada si prende a Dx.
Km 8,200 A Sx, verso Superstrada.
Km 8,400 Si attraversa la Superstrada ( ATTENZIONE AL TRAFFICO !!) in prossimità di Cascina GARUFFO e si prosegue sulla strada sterrata che ora piega a destra.
Km 8,800 Tralasciare la deviazione a Sx che conduce ad altra cascina: la nostra strada compie una piccola esse e subito diventa rettilinea, costeggiando un fontanile.
Km 9,300 Si raggiunge Cascina DONATI di Leno ( Villa Donati ), che va costeggiata. La strada ridiventa asfaltata e compie alcune secche curve, inizialmente in prossimità di abitazioni, fino a costeggiare la "Seriolazza".
Km 10,500 Si raggiunge la strada Leno-Ghedi in prossimità della "curva della morte", subito dopo aver superato Cascina LITTORIO.
FINE SETTORE
SETTORE NORD-OVEST ( da Curva della MORTE a Santella MANISTRINA)
Km 0,000 Partenza dalla "curva della morte", in direzione Scovola, su strada asfaltata.
Km 0,900 Transito presso casetta sulla Sx: erano le vecchie scuole elementari della Scovola.
Km 1,100 Si raggiunge la Scovola, caratteristica frazione del comune di Leno, abitata nel dopoguerra da oltre 500 persone, ora da non più di 30. Sono interessanti da osservare le scritte murali d'epoca fascista e del primo dopoguerra, nonché la tipica struttura di grande cascina lombarda moderna a conduzione autosufficente.
Cascina Scovola : Dal cognome Scopulo, Scogolo, Scovolo. Nel
1468 il notaio Antonio Scovolo roga alcuni atti: nel 1551 Francesco Scovoli è
padrino in un battesimo; nel 1603 Carlo Scovolo contrae matrimonio con Madonna
Bernardina del quondam Paolo Lanfredi. Nel 1618 lo stesso signore, ora chiamato Magnifico
Signor Carlo Scogol Cittadino fa da compadre a Tomaso figlio di Girardo Colmi
da Ponte di Legno, habitante in Ghedi, suo probabile pastore.
Acquistata verso il 1884 dalla famiglia De Giuli proveniente da Morimondo nel milanese,
divenne il centro di una grossa operazione di bonifica dei terreni asciutti e paludosi dei
territori di Leno, Ghedi e Porzano, su una superficie di 378, 55 ettari. Per quest'impresa
i De Giuli ebbero molti riconoscimenti ufficiali, ma soprattutto il merito daver
debellato la malaria che imperversava nella zona e di aver potenziato il reddito agricolo
con livellazioni, meccanizzazione e colture nuove. Divenne unazienda modello con una
gran quantità di addetti, tanto da poterla considerare una frazione di Leno.
Reperti archeologici : In un campo chiamato Striaghe ( dal latino Strigae , termine gromatico relativo alla centuriazione = strisce di terra da coltivare, campo ) nel 1895 e nel 1897, durante lavori di canalizzazione, vennero alla luce numerosi bei reperti, oggi conservati nel Museo Civico di Brescia. Una necropoli restituì sette tombe ad incinerazione ( con i corpi dei defunti cremati ) dotate di corredi comprendenti monete, coltelli, un anello ed orecchini dargento, oggetti in vetro, ceramica , un castone di pasta vitrea con la figura del sole. Tutto venne fatto risalire al periodo compreso fra l'età augustea e la fine del I secolo dopo Cristo.
Km 1,200 Allevamento Cavalli da corsa.
Ora si deve transitare in senso inverso per circa 500 metri sulla strada appena percorsa.
Km 1,700 A Sx su rettilineo sterrato, affiancato da filare di noci.
Si rientra nel Comune di Ghedi.
Km 2,600 Immissione a Dx sempre su sterrato.
Km 3,000 Transito presso Cascina FONTANELLA di Ghedi.
Km 3,200 In corrispondenza dell'allevamento di trote (a Dx), prendere a Sx.
Km 3,400 Si raggiunge Cascina PASOTELLA, che va attraversata. Seguire sempre la stradina principale che piega poi leggermente a Sx.
Cascina Pasotella : Nominata nel 1612 e nel 1618 come Luogho
della Pasotella, è fra le più antiche del paese. Collocata in una plaga fertile e
già centuriata al tempo di Roma ( I sec.a. Cr.- I sec. d. Cr.), i suoi dintorni ci hanno
restituito tracce di insediamenti relativi a ville rustiche che presiedevano alla
coltivazione. Anche la denominazione di questa cascina deriva dal cognome: sappiamo che un
certo Josef Pasotto battezzava il figlio Stefen il 1° agosto 1617, essendo
padrino messer Gio: Antonio Casnigo.
Nel 1677 doveva appartenere alla nobile famiglia ghedese dei Manerba, alla Signora
Nobilia, che la portò in dote al marito Ulisse Sala. Da questi la cascina passò alla
figlia Isabella che la lasciò per testamento ( 1735 ) ai nipoti, nobili Fenaroli.
Separatisi in due rami diversi, ne possedettero metà ciascuno ed una di queste passò,
per matrimonio, ai nobili Caprioli.
Chiesetta della Pasotella : Oratorio privato secentesco, forse costruito dai nobili Manerba, aveva un suo cappellano e serviva al culto dei numerosi fedeli che abitavano nelle cascine circostanti quando non era impresa agevole, soprattutto per donne, vecchi e bambini, raggiungere il paese per seguire le cerimonie religiose. Nel 1829 la chiesetta fu ceduta insieme con la metà cascina dei Fenaroli ( Pietro e Francesco) a due soci, Vincenzo Tagliaferri e Carlo Buffalo che nel 1835 la cedettero ad un certo Testori. Ne seguì una lunga vertenza relativa al legato di messe perpetue da celebrarsi in questa chiesa, messe che Nobilia Sala Manerba aveva vincolato al possesso della cascina con il suo testamento del 1677.
Km 4,100 Il nostro percorso prosegue dritto ma è doverosa una piccola DEVIAZIONE : prendendo a Dx sempre su strada sterrata, verso Cascina QUAINA, si raggiunge dopo poche decine di metri la caratteristica Santella dedicata a Sant'Antonio Abate. Riprendere poi la strada appena lasciata.
Cascina Quaina : Deriva dallantico soprannome dei Giacomazzi, in un tempo in cui i cognomi erano ancora in formazione, potendo essere facilmente assunti, persi, cambiati con un nomignolo. Nel 1574 abbiamo notizie del matrimonio viduale [fra] Domenego de par [Pari] con Maria figliola quondam [=fu] magistro Nicolo quaina di Jacomaz. Lanno precedente la stessa Maria era chiaramente nominata come figlia di magistro Nicolo Jacomaz detto il guaina da Ghedo. Ancora nel 1620 nella nostra parrocchiale si celebra il matrimonio di un certo Francesco Jacomazzo detto il Guaina di Ghedi. Ma poco per volta, come accadeva in molti casi, il soprannome ebbe la prevalenza sul vecchio cognome, probabilmente per la necessità di distinguere una famiglia dai rami di altre omonime. Ed è così che arriviamo ad un altro Francesco Quaino, testimone ad un matrimonio del 1673. Una famiglia Quainiera presente in città nel 1588: la si potrebbe ipotizzare costruttrice della cascina, dalla quale allora deriverebbe il soprannome, poi divenuto cognome, dei Quaini ghedesi. La cascina, fra le più antiche del paese, ha un piccolo delizioso porticato con capitelli in stile tardo gotico (sec. XV ).
Km 4,300 Prendere a Dx, sempre su sterrato.
Km 4,800 Immettersi verso Sx, in direzione Cascina TRUSA.
Cascina Trusa : E contata fra le più antiche del territorio.
Probabilmente il nome deriva dal cognome dei fondatori, i nobili bresciani Trussi o
Truzzi, proprietari in Ghedi, che portavano nello scudo araldico uno struzzo. Uno di
questi signori nel 1529 fu protagonista di unorribile vicenda che si ripercosse su
tutta la famiglia: Benedetto q. Alessandro, q. Cristoforo Truzzi, a 32 anni, alla Breda
Grande di Urago Mella uccise per gelosia tre fratelli e per tale delitto, con macabro
spettacolo, fu decapitato e squartato in piazza a Brescia. Un ramo di questa famiglia,
nella seconda metà 500, condivideva la proprietà del Castelletto di Leno con i
Manerba (forse loro parenti) pure possidenti a Ghedi. Nel 1625 il Signor Pietro Trussi
insieme con la Signora Justina Monta teneva a battesimo la figlia del Signor Orazio
Bergognino nella nostra chiesa parrocchiale. Ma non molto dopo, nel 1633, ne risulta
proprietario il Signor Pietro Gatti che ospita in casa propria al fenile della Trusa, per
il loro matrimonio, gli sposi Giulio Coffiti Mantuano e Dominica vedova quondam
(=fu) Gioseffo Lanfredi, probabilmente fedeli coloni dipendenti. Un decennio dopo (1643)
Catterina Gatta ved. q. Andrea Gatti (fratello di Pietro?) con suo testamento lascia erede
usufruttuario il cugino don Paolo Oneda vita natural durante, ma la proprietà è legata
allAltare del Crocifisso eretto nella parrocchiale di Ghedi, perché con i frutti
derivanti siano celebrate messe ed uffici funebri per lei ed il proprio marito in
perpetuo. Nel 1698, come molte proprietà di Enti perpetui (chiese, conventi,
confraternite, ecc.), per ordine del Governo della Serenissima Repubblica di Venezia la
Trusa è incamerata dalla Camera fiscale (= il Demanio), che la vende allasta. Ecco
la descrizione estratta da questi atti: Una possessione di piò 70 tavole 40 in circa
composta da diverse pezze di terra di diversa sorte cioè alcune arrative, prative,
vidate, piantate, et adaquatorie, et altre non, e tanti quanti , è tali quali sono, una
Casa Fenile, portici, corte, et horto in tutto tra li suoi veri confini, e con tutte le
sue attioni, raggioni, et giurisdizioni, aderentie, et pertinenzie situati nel tener della
Terra di Ghedi in contrada detta la Trussa, con il quale è chiamata anco la detta
Possessione.
Non sappiamo se acquistata allasta fiscale, nel 1792 la Trusa appartiene a Giuseppe
Corbellini fu Giovanni e nel 1838 si parla della possessione Trusa delleredità
Corbellini, che era passata a Giovan Battista Pasini, quindi al figlio Carlo,
capitano, poi maggiore nel Corpo dei Regi Moschettieri a Roma. Ma altre ancora sono le
vicende di questa interessante cascina ghedese che andrebbero indagate.
Km 5,100 In prossimità della cascina si gira a Dx verso strada asfaltata.
Km 5,300 Ci si immette verso Dx su strada Bagnolo - Ghedi.
Km 5,900 Si gira a Sx costeggiando Cascina PALAZZINA.
Km 6,700 Appena prima dell'immissione sulla strada Ghedi - Brescia, presso Cascina PONTE, si prende a Dx per Via del Fico, subito sterrata.
Strada del Fico : Probabilmente da un albero che si distingueva per qualche motivo a noi sconosciuto . E fra le più suggestive per landamento tortuoso del percorso e per il verde nel quale è tuttora immersa. Primitiva via di comunicazione col paese vicino, è chiamata infatti strada del Fico o di Montirone in un documento del 1850. Sul medesimo Ponte si incrociava con quella che scendendo da Borgosatollo (e da Brescia), correva lungo tutto il confine con Montirone e che, dai pioppi cipressini che dovevano costeggiarla per lunghi tratti, era chiamata Strada delle Albere Pine (citata nel 1767; ne esiste ancora una breve traccia dal ponte alla ferrovia che linterrompe). Proprio sul Ponte, allora impervio per una strettissima curva che lo disegnava, si incrociavano queste tre strade. La strada del Fico arrivava a Ghedi attraverso via Curvane e la Porta di Porzano (1501), ove iniziavano la strada che conduceva a quel piccolo comune, ora frazione di Leno e la via Dritta, proprio nel luogo ove ora sorge la Madonnina di Caravaggio (1759).
Km 7,700 In prossimità della Cascina PORCELLAGA prendere a Sx : su ponticello su Naviglio si raggiunge la strada Ghedi - Montirone, che va attraversata, indirizzandosi verso Borgosatollo.
Km 8,300 Transito presso strutture di addestramento della Protezione Civile.
Km 8,600 Sottopassaggio ferrovia.
Km 9,100 Transito presso grande cava (a Dx).
Km 9,500 Si inizia a costeggiare l'Aeroporto Militare.
Km 10,400 Transito in prossimità della testa della pista dell'aeroporto.
Km 10,900 Transito presso Trattoria Inferno.
Km 11,200 A Dx. Seguire indicazioni per Maneggio Monastero.
Km 11,600 Prendere a Sx quando la strada si biforca presso il recinto dei cavalli.
Km 11,800 Cascina FENILNUOVO.
Fenil Nuovo : Un tempo, insieme con il Ponterosso, era una delle
due popolose frazioni di Ghedi. Grosso complesso agricolo del quale si fa menzione a
partire almeno dal 1616; ma certamente di fondazione più antica. Della casa padronale
cinquecentesca, dalla facciata semplicissima rivolta ad oriente che doveva costituire un
unico nucleo centrale della grande corte, oggi rimangono poche tracce, sia pure notevoli
nelle grandi sale dai soffitti a volte e dai bei camini rinascimentali del pianterreno,
mentre al primo piano assai belli sono i soffitti piani in legno, forse anchessi del
Cinquecento. Interessante, allinterno del primo cortile, il piccolo porticato a due
ordini sovrapposti, separati da una raffinata fascia marcapiano; porta la data 1798, ma
parrebbe più antico; ora è utilizzato come deposito e fienile: doveva essere una loggia
annessa allabitazione che si affianca perpendicolarmente dal lato di mattina,
purtroppo alterata nelle sue nobili proporzioni.
Assai graziosa la cappella settecentesca con la facciata e gli stipiti del portale e della
singola finestra in pietra in stile barocchetto. Come ricorda liscrizione incisa
sullarchitrave, fu voluta da THADAEUS ROSSA PROPRIETARIUS ANNO 1746.
Allinterno notevole la tela rappresentante lApparizione della Madonna di
Caravaggio, titolare della chiesa, opera del pittore veronese Berto Rossato (1945).
I nobili Rossa del Fenil Nuovo dovevano essere molto legati al nostro paese perché, al
pari della maggior parte dei signori locali, possedevano una propria tomba di famiglia nel
Convento di Santa Maria delle Grazie in Ghedi, ove conducevano a seppellire i loro cari.
Dovevano certo appartenere ad un ramo secondario di un più potente ceppo bresciano
omonimo (molti sono infatti i nomi propri corrispondenti nelle due famiglie) discendente
da un cancelliere del famoso capitano di ventura Bartolomeo Colleoni (sec. XV), ramo che
possedette il bellissimo Palazzo Rossa in città (via Bronzetti) ed al quale
larchitetto Rodolfo Vantini ridisegnò la facciata nel 1840.
Presso il Fenil Nuovo si ricorda un oscuro fatto delittuoso, non certo cosa rara in quei
tempi: alcuni briganti, il 9 febbraio 1724, assalirono Lorenzo Gavagna di anni 70 in
circa di Asola ferito da più Archibugiate sul stradone di Brescia à canto del Fenile de
Signori Rossi detto il Fenil Nuovo. Munito però di tutti i Santissimi Sacramenti morì e
fu sepolto nel Cimiterio di Ghedi.
Km 12,000 Prendere a Dx per Strada Quarti.
Km 12,800 Al quadrivio a Dx, immediatamente dopo la cava.
Km 14,300 Ponte sul Garza.
Km 15,100 Arrivo presso Santella MANISTRINA, dove la strada si immette su quella che collega Castenedolo con l'aeroporto.
FINE SETTORE
SETTORE NORD-EST (da Santella MANISTRINA a BELVEDERE)
Km 0,000 Partenza da Santella Manistrina verso Aeroporto su strada Castenedolo - Ghedi.
Santella Manistrina : Dedicata alla Madonna delle Grazie ed ai
Santi Rocco e Firmo, protettori dalla peste e dalle malattie degli animali. Di
costruzione ottocentesca, una piccola lapide allinterno recita: Nellanno
1896 adì 8 dicembre / ebbe attività il lume a questa cappella / dedicata alla B.V. delle
Grazie / listitutore Zorzi Giuseppe di Castenedolo. Si trattava certamente di un
lume a petrolio, perché lelettricità giunse nei nostri paesi soltanto ai
primi del 900.
Secondo la leggenda fu costruita per devozione e con le proprie mani da un certo Manistrì,
ossia venditore ambulante di mestoli, chincaglierie ed oggetti casalinghi per lo più
costruiti a mano durante la stagione invernale, un palér. Subito la gente mormorò
che dovesse avere sulla coscienza un grosso peso da farsi perdonare; e siccome il povero
Manistrì viveva solo in un casino in mezzo alla brughiera, si sparse la voce che avesse
accoltellato la moglie e sepolto il cadavere da qualche parte segreta. Fin che fu in vita,
il Manistrì ebbe gelosa cura della sua creatura, ma giunto al lumicino, affidò la chiave
della cappella alla famiglia Busseni della vicina Cascina Madonnina, che ne è tuttora
vigile custode.
Km 0,800 Superamento ponte sul GARZA.
Km 0,900 A Sx verso Cascina SPERANZA.
Km 1,200 Transito da Cascina GRASSA.
Km 1,200 Ponte sul Garza con sbarra (possiamo passare in bicicletta per la disponibilità dei proprietari nei confronti dei "ciclisti educati").
Fiume Garza : Fiumicello di carattere torrentizio che nasce da più sorgenti presso il Passo del Cavallo e scende dalle vallette sopra Caino. Giunto nei pressi della Città a Porta Trento, ne circonda tutto il nucleo antico, a partire da nord-ovest ed in senso antiorario, entrando in quello che fu il fossato difensivo delle mura urbane. Esce dalla Città a porta Venezia. I numerosi straripamenti che investivano la Città indussero a costruire un alveo in cemento che costringeva le acque limacciose fino ai Quarti di Castenedolo ove spagliavano nella campagna, col risultato che laeroporto e la campagna a nord di Ghedi ad ogni piena ne venivano investiti. Il Genio Civile prolungò ulteriormente lalveo, conducendo il Garza a spagliare a monte e a mattina di Ghedi sopra un comprensorio di 700 ettari, senza riuscire a porvi rimedio definitivo. Il Consorzio di Bonifica dellAgro Bresciano aumentò ulteriormente lo spaglio del Garza con un canale scaricatore, per poterlo innestare nel Chiese presso il Ponte di Mezzane in caso di piena. Lungo il corso si sono costruiti anche bacini scaricatori, ma il problema non è del tutto risolto.
Km 1,700 Si prende a Sx in prossimità di Cascina SPERANZA.
Km 2,600 A Dx poco prima di raggiungere Cascina NOVARA.
Km 2,700 A Dx lungo viale dei "Gelsi Giganti", probabilmente il più bel filare di gelsi rimasto nel nostro comune.
Km 3,600 Alla fine del viale a Sx.
Km 4,200 Ci si immette in un tratto di vecchia pista militare cementata.
Km 4,500 Si prende a Sx a fine pista.
Km 4,700 A Dx su ponte con sbarra.
Km 4,900 Ci si immette a Dx sulla strada asfaltata verso l'Aeroporto Civile di Montichiari.
Km 5,300 Si prosegue dritti in prossimità di strada sbarrata a Sx verso piste militari e riserva di caccia.
Km 6,300 In prossimità dell'aeroporto si prende a Dx per Via Serbatoio, su strada sterrata.
Km 7,200 A Sx , dopo aver superato ex deposito militare di carburanti, ora in disuso.
Km 7,800 Immissione a Dx su pista Cementata, poi brevemente asfaltata.
Km 8,400 Attraversare ponte sul Garza con sbarra.
Km 8,800 In prossimità dell'accesso alla Cascina MOTTA, prendere a Sx su strada stretta asfaltata.
Cascina Motta : La contrada della Motta è nominata in alcuni
documenti fin dal 1523 e 1534. Il nome le deriva da una piccola motta, ossia una
collina artificiale costruita forse dalle truppe venete nel secolo XV o XVI, quando la
vasta campagna fra Ghedi e Montichiari era spesso sede di accampamenti e di manovre
militari.
Nel 1496 Nicolò Orsini, conte di Pitigliano, da poco nominato Governatore Generale delle
milizie venete, in questo luogo della brughiera aveva organizzato una grande parata
militare per dimostrare lefficienza delle truppe. Pure nel 1498 aveva suscitato
lammirazione delle autorità che si erano complimentate con lOrsini per la
combattività e lordine riscontrato nei soldati. Da allora la montagnola della Motta
divenne losservatorio privilegiato da dove si potevano coordinare e dirigere i
movimenti e le manovre militari: ciò accadde fino ai primi del nostro secolo, quando la
fondazione dellaeroporto interruppe la tradizione.
Nel 1793 il Casino della Motta divenne meta di convegni dei giovani giacobini
bresciani, i Buoni Amici, affascinati dalle idee rivoluzionarie provenienti dalla
Francia, giovani che il languente Governo Veneto ebbe in sospetto. Non a caso il primo
pranzo fu organizzato dal nostro Gerolamo Mondella che nei pressi aveva proprietà
terriere; i successivi convegni furono promossi dagli irrequieti fratelli Lechi che, in
seguito, diverranno fedelissimi generali napoleonici, e da Federico Mazzuchelli che, dopo
aver aderito alla Rivoluzione, si ritirerà per non approvare la nuova Costituzione del
Direttorio.
Nel 1805 la Motta fu utilizzata anche da Napoleone Bonaparte quando, durante i quattro
giorni del suo soggiorno nel Bresciano, dall11 al 14 giugno, su questa altura
presiedette alle grandi manovre delle sue truppe in un clima di euforia. Sempre su questa
altura, secondo la tradizione, il Grande Corso avrebbe assistito alla Messa campale
celebrata dallarciprete di Ghedi don Micovich.
La Motta divenne poi centro di unintensa attività di bonifica da parte dei Mondella
tra la fine dell800 e gli inizi del 900, ed accanto alla cascina vecchia sorse
la Motta Nuova, ora sede sperimentale di allevamenti bovini.
Km 9,300 Transito presso Tiro a Volo. Si segue la strada principale che dopo due curve diventa rettilinea fino a raggiungere la Discoteca Florida, attorno alla quale si deve girare.
Km 10,800 Transito nel parcheggio principale, di fronte all'ingresso della discoteca. Il parcheggio va completamente attraversato verso Nord.
Km 11,100 Si esce dal parcheggio su passaggio sterrato vicino al pozzo; subito dopo si prende a Dx su strada sterrata.
Km 11,500 Transito presso Chiesetta Belvedere. Si prende a Dx.
Km 11,800 Si giunge in prossimità della Statale Lenese ( superstrada per Montichiari).
FINE SETTORE